The BLUES BROTHERS

Jake Elwood

«Il film “The Blues Brothers” è un inno al blues e una pietra miliare della comicità demenziale. Assolutamente geniale.»
(Da “Dizionario dei film”, a cura di Paolo Mereghetti)

La voce degli schiavi neri
Il blues nasce come espressione musicale tipica dei Neri d’America, che dà voce alla triste condizione di vita degli schiavi nelle piantagioni. Si diffonde probabilmente nella seconda metà dell’Ottocento dopo l’abolizione della schiavitù (avvenuta in seguito alla guerra civile).
A differenza degli spiritual e dei gospel, che hanno carattere religioso e collettivo, il blues è un canto profano, che esprime emozioni e sentimenti individuali. La melodia può essere improvvisata, come talvolta anche il testo o comunque ripreso da storie appartenenti al repertorio tradizionale (delusioni d’amore, carcere, disastri naturali, fame).
Country blues e blues urbano
Da semplice canto triste, proposto nelle campagne da musicisti ambulanti che vivono di carità (country blues), il blues si trasforma poi in raffinato genere musicale, nel quale vengono mescolate la vena malinconica di fondo e l’abilità tecnica strumentale. Il cantante si accompagna con strumenti a corde come banjo o chitarra. Talvolta l’accompagnamento è affidato a un gruppo musicale.
Nei primi anni del Novecento l’industrializzazione attira migliaia di afro-americani negli Stati americani del Nord e così il blues si diffonde nei ghetti delle grandi città e viene spesso proposto nei locali pubblici, dando origine al blues urbano, con caratteri specifici: maggiore durezza e accompagnamento del pianoforte. Il testo tratta quasi sempre vicende dolorose (delusioni d’amore, carcere, disastri naturali, fame).

Nella sua forma più comune, ogni strofa occupa 12 battute (o misure) musicali.
La melodia è strutturata in 3 frasi di 4 battute (in questo VIDEO il chitarrista Sandro di Pisa ne dà una divertente esemplificazione).
Negli anni Venti il blues confluisce nel jazz, a cui regala la sua caratteristica struttura di 12 battute, sulla quale i jazzisti ancora oggi improvvisano.
I caratteri musicali del blues
La formazione orchestrale che esegue il blues si è modificata nel corso dei decenni. Oggi il gruppo blues è composto da batteria, basso elettrico, chitarra elettrica e voce. A questi strumenti si aggiungono tastiere, sax, armonica a bocca: sempre strumenti in grado di eseguire le melodie alternandosi con il cantante.
L’andamento dei brani può essere a volte lento, a volte veloce.L’improvvisazione continua a essere alla base di questo genere: il musicista sa che ha a disposizione un totale di 12 battute per volta (la struttura tipica del blues) durante le quali inventa melodie a proprio piacere.

Il Rhythm and Blues, anche scritto Rhythm & Blues, spesso abbreviato in R&B, R’n’B o RnB, è un termine musicale introdotto nel 1949 da Jerry Wexler, allora giornalista per la rivista Billboard. Il termine è una versione politicamente corretta della definizione allora usata race music, considerato offensivo verso i neri. Più che una definizione di un genere musicale ben preciso, il rhythm and blues è stato utilizzato nel tempo per descrivere genericamente la musica contemporanea popolare degli afroamericani.
Ai suoi inizi, il R&B era una versione ritmata del blues, suonato, per la stragrande maggioranza, da afro-americani. A partire dalla metà degli anni ’50, dopo che lo stile ebbe contribuito allo sviluppo del Rock&Roll il termine R&B venne usato per indicare stili musicali derivati dal blues elettrico (“elettrico” perché impiegava chitarre e bassi elettrici) come il Gospel e la Soul Music.
Negli anni ’70, il termine Rhythm & Blues divenne un “contenitore generico” per indicare musica soul o funk.

ASCOLTI

Promemoria Questionario Rinascimento

Tre donzelle suonano

Musica Sacra a Venezia e Roma nel Rinascimento (UA23)

Paragrafi da studiare:

  • p. 158 Venezia e la musica (Libro A)
  • p. 160 Roma nel Cinquecento e La scuola Romana

Ascolti:

Musica Profana nel Rinascimento (UA24)

Paragrafi da studiare:

  • p. 166 Il Madrigale
  • p. 168 Il rapporto fra testo e musica

Ascolti:

Il secondo Settecento (e il film Amadeus)

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Ecco gli incipit delle musiche da ascoltare per il questionario sul Secondo Settecento e il film Amadeus.

Paragrafi da studiare (libro A)
La musica classica, p. 179;
L’orchestra nella corte settecentesca, p. 181;
Il ruolo del musicista, p. 182;
Mozart e Beethoven: due musicisti fuori luogo, p. 182.

Confutatis, dal Requiem (1791)

Aria di Astrifiammante, la Regina della Notte, dal “Flauto Magico” (1791)

Danza da “Le Nozze di Figaro” (1786)

Eine Kleine Nacht Musik (Piccola serenata notturna)

ASCOLTA ANCHE Due famose Arie